Il Juke Box
La Storia del Juke Box Il juke box, l'apparecchio per ascoltare i dischi preferiti dopo aver inserito la moneta nella fessura, è una delle icone degli Anni Cinquanta, ma la sua storia è ben più antica. Un antenato del juke box va rintracciato nel fonografo a gettone che venne posizionato nel Palais Royal Saloon nel lontano 1889, un innovativo strumento che permetteva d'ascoltare la musica, per la modica cifra di un nichelino. L'antico fonografo a moneta era dotato di quattro ricevitori attraverso i quali soltanto quattro persone alla volta potevano ascoltare il brano impresso sul cilindro e va sottolineato che la scelta era composta da un unico brano!
Tra l'antico fonografo ed i juke box colorati che hanno fatto ballare milioni di giovani americani, e successivamente di italiani, sono intervenute molte innovazioni, grazie alle quali si è trasformata la maniera di fruire la musica e ballare sui dischi di maggiore successo. Agli inizi del Novecento i fonografi si sono arricchiti di archivi musicali complessi, i quali consentivano di scegliere tra decine di brani e negli Anni Venti è arrivata l'amplificazione sonora, indispensabile per il successo dell'apparecchio. Dagli Anni Trenta fu, infatti, un fiorire di juke-box e nei decenni seguenti il desiderio di cantare e ballare, anche per dimenticare gli orrori della guerra, si sposò alla perfezione con gli apparecchi che fecero la loro comparsa in bar e nelle case dei più fortunati. |
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